sabato, dicembre 02, 2006
Cronaca nera
E' di questi giorni il ritrovamento, da parte di "Chi l'ha visto", degli ex coniugi Martinoni.
Non è il solo fatto di cronaca ad occupare i nostri telegiornali o quotidiani, ma, sempre più spesso, sono sempre i più deboli a rimetterci la vita.
Ogni giorno, dopo un omicidio, la parola "infermo di mente", oppure "incapace di intendere e volere"è sempre più usata e sentita. Da qui, i miei dubbi.
Non sono una psichiatra e nemmeno psicologa, ma mi chiedo, come mai, quando una persona perde la testa, ha la lucidità di ammazzare sempre qualcuno più fragile.
Gli uomini, sia per odio che per gelosia, uccidono le donne, le donne, per altri motivi uccidono i figli..Ma come mai, uno che perde la testa, non diventa mai un giustiziere?
Perchè una volta ogni tanto, uno psicolabile non fa fuori qualcuno che, magari, ha ucciso qualcun'altro?
Scusate il discorso contorto, ma spesso, anche a me è venuta la voglia di eliminare assassini di bambini, oppure stupratori, in casi che mi sono presa a cuore. Se esistono i matti, perchè a nessuno di loro viene la malsana idea di ripulire il mondo??
Sempre più spesso la gente muore per stupidità altrui, e la cosa è preoccupante.
Tutti invocano l'infermità, ma nessuno vuol ammettere che è più facile sfogarsi con qualcuno che non può reagire.
Gli ex coniugi Martinoni, per esempio, lui, separato assillava la moglie con una gelosia ingiustificata. La donna, voleva vivere liberamente la propria vita, ed allora?
Anche se separati, lei era sua. La soluzione? Ucciderla.
Risvegliatosi da questa latente pazzia, la conclusione estrema. Uccidere se stesso.
Come è possibile risolvere tutti i problemi con un omicidio?
Inutile dire che ormai le donne sono in balia di chiunque, siamo nel 2006, ma dai fatti di cronaca sempre di essere nel medioevo.
Mamme che sopprimono i propri figli per un attimo di pazzia..ma come è possibile?
Come mai nella follia non ci si accanisce mai contro il marito, la suocera, il capufficio, il verduraio e chi altro?
Ma esiste davvero la pazzia che porta ad uccidere? Oppure in quei casi, spesso, non sempre, s'intende, c'è sempre un barlume di lucidità?
Forse nessuno saprà davvero cosa accade nella mente delle persone, i pensieri, i desideri si possono nascondere, mascherare da malesseri personali, ma di fronte ad una vita tolta, chi è che può affermare con certezza di avere a che fare con un "matto"?
"Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti» (Antico Testamento, Genesi, 6). "
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posted by Sara Sidle at sabato, dicembre 02, 2006 | Permalink |


14 Comments:


At 03 dicembre, 2006, Anonymous netstar

Nemmeno io sono psicologo o psichiatra, però penso una cosa:
Quando ad una persona sana di mente viene la voglia di uccidere qualcuno, la coscienza lo ferma. Quando succede ad una persona la cui mente non è così sana, la coscienza non interviene, e la follia ha il sopravvento.

Diverso invece è il discorso degli omicidi fatti con piena lucidità...

 

At 03 dicembre, 2006, Blogger Francesco

Ma come mai, uno che perde la testa, non diventa mai un giustiziere?
Magari in quel momento per loro è un far giustizia...
Ogni azione dovrebbe essere analizzata da mille punti di vista differenti... perchè ogni gesto ha una sua logica... magari terribile per noi.

 

At 03 dicembre, 2006, Blogger Sara Sidle

Net, non so bene se sono d'accordo con te.Non credo sia la coscienza, o meglio,a volte può anche essere, so che non si deve mai generalizzare.Ma se fosse come dici te, allora, la cattiveria non avrebbe modo di esistere.Io credo che in tanti fatti di cronaca, non si tratti nè di pazzia nè di raptus improvviso.Mi sembra che ai giorni nostri, la follia sia generata da qualsiasi cosa, un pianto di bambino, un tamponamento in auto, un rimprovero dei genitori. Un tempo si riteneva folle colui che si chiudeva in se stesso, che rifiutava il mondo esterno, che parlava con alberi e animali.Adesso i pazzi sono soprattutto coloro che uccidono un figlio, la moglie, il marito, il vicino...
Francesco, hai ragione, ogni azione ha la sua logica, in questo quoto appieno il tuo commento, ma come dicevamo sopra le cose da analizzare sarebbero tantissime.

 

At 03 dicembre, 2006, Blogger Avanguard

Si tratta principalmente di nevrosi portata all'esasperazione che fa perdere il senso del giusto e dello sbagliato(sempre che ce ne sia uno). Chi uccide pensa già di far giustizia, la sua. E non fa giustizia per gli altri perchè tendenzialmente non è interessato a ciò che lo circonda, non fino a spingersi ad un gesto estremo. Ci sono casi invece quando l'ossessione riguarda proprio gli elementi circostanti e allora si verifica la sindrome del giustiziere ma sono rari, perchè a ferirci e a farci perdere il controllo fino ad un punto di non ritorno è sempre ciò che accade nella nostra vita e nel nostro bagaglio di esperienze, ciò che ci tocca, quasi mai ciò che tocca gli altri, anche se va detto che un assassino è fortemente influenzato da come va il mondo. E francamente per come va in questo momento non mi stupisco che ci siano tanti killer.

 

At 03 dicembre, 2006, Anonymous Anonimo

credimi che certe cose non riesco proprio a spiegarmele. Ma la cosa che mi lascia sempre stupefatta e di come tutte le persone vicine a quella definita "pazza" non si accorgano mai di niente. Com'è possibile che una persona vada fuori di testa e uccida qualche altro familiare e tutti dicono "non ce lo aspettavamo?" o cose simili? Un baicone Betta

 

At 03 dicembre, 2006, Anonymous francy

Non so che dirti.
I miei genitori erano grandissimi amici dei genitori del ragazzo di Viggiù (Varese) che l' altr' anno ha ucciso a fucilte i due fratelli più piccoli, tentando poi di buttarsi nel lago Maggiore.
Tutti a Varese si conosceva quel ragazzo. Se non di persona, almeno di vista: era amico di amici. I miei l' hanno visto nascere, io giocavo con loro da piccola (ma non ho nessun ricordo)...
Per tutti un ragazzo normale, tranquillo, pacato...
E invece no.
La domanda che non da pace a nessuno è proprio questa: chissà cosa può spingere un ragazzo (o chi altro)a fare un gesto simile?
Sono convinta che a certe cose non ci può essere risposta.

 

At 04 dicembre, 2006, Anonymous Robin

Ma il problema è che si tende sempre a dimenticare che la malvagità nel mondo ESISTE, perchè è parte dell'uomo e ogni atto di malvagità non può essere liquidato come il gesto di un folle. Io i folli, quelli veri, li conosco, ce li ho sotto gli occhi. Un folle non riesce a farsi una vita e nemmeno a prendere la patente. Meditiamo gente, meditiamo...
See ya!

 

At 04 dicembre, 2006, Anonymous kira83

E chi sopravvive a questo "atto di follia?" i figli, o i padri o le madri delle vittime e dei "folli"? Non so, non ho le risposte... ma chi le ha?

 

At 04 dicembre, 2006, Anonymous Anonimo

la speigazione è molto più semplice e fredda di quanto si possa pensare, gli atti estremi di violenza come questi non sono mai (o quasi mai) fini a se stessi o diretti a risolvere una questione tra le parti, ma sono fatti per riaffermare a se stessi e agli altri la dominanza del proprio io (si intendono i casi come uxoricidi, genocidi e stupri) ed è quindi logico che l'oggetto della violenza diventi quello che incarna il limite che si incontra.
ricordo di una mamma che faceva le comparsate che uccise il figlio perchè non lo rendeva più possibile.
purtroppo la mente umana è fragilissima e va ammesso che la società nella quale viviamo di certo non aiuta chi ha problemi.

 

At 05 dicembre, 2006, Anonymous Anonimo

mmmhhh...
che argomento delicato!
Mi sembra che i commenti che ho letto fin qui abbiano il comune denominatore dello sgomento, di un punto interrogativo che resta aperto...
Io mi trovo d'accordo con ciò che dice Avanguard -Chi uccide pensa già di far giustizia, la sua. E non fa giustizia per gli altri perchè tendenzialmente non è interessato a ciò che lo circonda- e anche con Gds75 -Gli atti estremi di violenza come questi...sono fatti per riaffermare a se stessi e agli altri la dominanza del proprio io ed è quindi logico che l'oggetto della violenza diventi quello che incarna il limite che si incontra.-
...Ma la cosa grave è che questo limite da sopprimere, questa giustizia interiore da fare, questa chiusura nel proprio piccolo io, che scatena una violenza così estrema, e che si riversa nel piccolo ambito del proprio quotidiano -quindi non certo in una giustizia sociale- può scattare in una frazione di secondo in cui la mente va in tilt!
L'equilibrio che ci porta alla comprensione dell'altro, che ci induce a comportarci come esseri umani e non come bestie, può improvvisamente saltare! Non so per quali cause, e forse, appunto come dice Francy, impredivibilmente anche in persone che hanno sempre funzionato!
A volte è follia, improvvisa follia! ...A volte, purtroppo, non è l'attimo della mente che non funziona...
...
(un mio amico una volta mi raccontò che trovandosi nel parcheggio l'auto chiusa dal lato guida, inferocito, lasciò una bella rigata laterale sulla carrozzeria dell'auto che lo aveva ostacolato, seppure l'altro suo lato d'entrata fosse accessibile. Collera cieca, vendetta, violenza. Non è omicidio. Però mi lascia lo stesso sgomenta per la capacità di tirare fuori tanta rabbia ed estrema difesa! Gratuiti.)

[Ciao Sara! vieni a trovarmi ancora, che mi fa molto piacere!!...e mi scuso sempre per la mia lunga scrittura!]

 

At 05 dicembre, 2006, Anonymous Guizzo

C'è anche da dire che tutti questi omicidi non sono identici. Qualcuno uccide il coniuge perché lo ritiene la causa del proprio fallimento, altri invece ritengono che sia arrivato il momento della fine per tutta la famiglia. Comunque, ogni tanto, quando la mia ragazza parte con le sue tiritere, ringrazio Iddio di non possedere una P38

 

At 06 dicembre, 2006, Anonymous SIGNO

Guizzo sei un grande...sai sempre sdrammatizzare ;-)
Io penso che, purtroppo, la componente di "bestialità" è innestata nell'essere umano fin dall'alba dei tempi : si ricordi la storia bibblica di Caino ed Abele, rappresentanti dei primissimi uomini della terra.
E sarà così (ahinoi) fino alla fine, o meglio, ci sarà sempre qualcuno che per svariati motivi arriva a commettere questo gravissimo crimine, qual'è l'omicidio.
Certo, negli ultimi 15 anni sembra dilagare la pazzia (e forse è vero), ma non dimentichiamoci che i mass media fanno la loro parte, puntualizzando le argomentazioni delle trasmissioni maggiormente sulla cronaca, piuttosto che su fatti positivi.
Ciaooooo SIGNO

 

At 06 dicembre, 2006, Anonymous Anonimo

A proposito di quanto dice Signo sui mass-media io ho un pensiero costante da tempo, sempre intorno ai fatti di cronaca nera. Ho il dubbio che i crimini che attualmente sembra impreversino numerosi, siano sempre accaduti: sia in efferatezza sia in quantità; solo che prima restavano (più) nascosti, un po' perchè le indagini non erano scientifiche e accurate come ai nostri giorni, un po' perchè l'umanità non era globalizzata nella sua informazione immediata e semplice come lo è adesso!
Inoltre una volta esisteva una cultura, pure, in cui la vendetta passionale -ad esempio- era una questione di diritto e di rispetto! E nel richiedere omertà trovava ampio appoggio...

E' un pensiero che non vuole alleggerire i tempi moderni, solo apre una diversa visuale nel paragone tra "ieri ed oggi".
La violenza e la follia esistevano, ma oggi ne possiamo sapere di più (grazie alla iper-comunicazione mediale), e inorridiamo (finalmente e giustamente!!!!)...

Ah, Guizzo, non prendere mai il porto d'armi, eh!!! ;)]

 

At 07 dicembre, 2006, Anonymous netstar

Sei andata in vacanza? ;)